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sabato 26 novembre 2011

Glass

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C'era una volta uno specchio, sì questa storia non vede protagonisti principesse imprigionate con la treccia Rapunzelstyle, cavalieri dall'armatura splendente a cavallo di unicorni alati parlanti e invisibili e chi più ne ha più ne metta, fate dei boschi azzurre rosa e verdi, o potenti maghi con mantello blu a stelle argentate e cappello in coordinato...ma un modesto, comunissimo specchio dalla cornice dorata, anzi, nichelata. Ebbene, questo specchio di nome Glass andava fiero dei suoi molteplici aspetti e ne faceva addirittura un vanto. Non passava giorno che Glass non si desse arie dei suoi numerosi volti: ora con la teiera (sì quella della Bella e La Bestia) quando veniva spostato in cucina, ora con l'abat jour (favola non pervenuta) quando era posto in salotto, ora con la borsa dell'acqua calda (vedi come sopra) quando veniva posato sul comò accanto al letto. In effetti una teiera, un'abat jour o una borsa dell'acqua calda restano pur sempre fedeli a loro stessi ed alle loro forme, ossia la forma di una teiera, la forma di un abat jour e quella di una borsa per l'acqua calda. Glass, invece,  che il suo cuore di vetro potesse riflettere di volta in volta e a seconda di coloro che lo impugnassero, il volto di una  ballerina leggiadra, il profilo autorevole e arcigno di un giudice, la maschera tragicomica di un attore, e anche  la forma di un pesce nell'acquario. Vantava anche antichissime origini di fabbricazione e di essere appartenuto addirittura ad un re: quindi si riteneva uno specchio di alto lignaggio. Ebbene, un giorno, proprio la vilipesa teiera (sì, vi ripeto, quella della Bella e La Bestia), la piccola abat jour e l'umile borsa dell'acqua calda, stanchi della superbia e della prepotenza  dello specchio, lo apostrofarono con queste parole: 'Specchio, specchio delle mie brame - prendendolo in giro (per questo incipit, furono in seguito querelati per plagio e pubblicità ingannevole) - ma qual'è il vero volto tuo che sta sotto tutte quelle facce vane?'.
Lo specchio, sentendosi fortemente offeso da quel coro insolente, rispose: 'Ve lo faccio vedere io quale nobile volto è il mio'. Con un balzo, andò a posizionarsi di fronte alla vetrinetta della grande sala proprio davanti al grande specchio al fine di osservare ed ammirare il suo viso, ma al posto di una gioia altezzosa dovette fare i conti con una desolante verità. Un lunghissimo numero periodico, come un pozzo di vetro, vide davanti a sè, non una ballerina, non un giudice, non un attore nè un pesce rosso, ed infine neppure un re.

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