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domenica 28 ottobre 2012

Caro....



Certe ricette non sono ricette
sono l'unione naturale
di verità saporite.

Strano come certe cose si attraggano, ne portino dietro altre. Certe parole, poi, si mescolano, si rimescolano, come gli ingredienti di una ricetta, come due onde che si accavallano, si rincorrono, e l'intreccio travolge anche l'essenza di quelle parole, tira fuori il muscolo che sta dentro la conchiglia. Pochi giorni fa una persona cara ha tirato fuori dalla scatola dei ricordi, un'immagine cara.  Semplice, umile ricordo bellissimo. Parlava di quando una zia era solita  preparargli per merenda il pane con l'olio. Semplice, umile sapore buonissimo. Quelli più semplici, poi, sono quelli che non si dimenticano. Ho ripensato immediatamente alle merende a casa dei nonni e della zia.  Il tavolo di legno di ciliegio, la tv accesa sulla RAI, odore di stoffe di fili arruffati, e il pane, olio e sale. Certe volte sfilavano sul tavolo le varianti: pane, burro e sale, pane, burro e zucchero, pane olio e pomodoro. Ci ungevamo sempre le mani e la merenda finiva con noi nipoti a leccarci la punta delle dita e a fare cerchi sul piatto per cancellare le tracce dell'olio buonissimo.
Nonno. Nonna. Zia. 
Caro.
Cara.
Cara.
Cari.
I miei talismani. Le vostre carezze.

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