
"Un fantasma dotato di respiro, fatto con un pezzo di cielo"(Eschilo)
domenica 28 ottobre 2012
Plic, ploc time.
Ah la pioggia....musa di liriche, motti, carambour del tipo Siamo uomini o temporali (cit. A. Bergonzoni), la pioggia è fatta per essere condivisa.....Mi è anche un pò mancata, Cassandra, Berenice, Cassiopea o qualunque nome abbia o le abbiano dato i nuovi Omer-eteologhi, ultimi poeti dei fashion media.
Insomma rieccoci a scrivere, a far precipitare sul foglio-page-post ogni parola che viene, come ogni goccia che oggi cade addosso.
Insomma rieccoci a scrivere, a far precipitare sul foglio-page-post ogni parola che viene, come ogni goccia che oggi cade addosso.
.....uomo
sputo
schiacciato dalle stelle
baccalà
inguaiato sulla terra
da
una luna delusa
che
canta,
tuttavia.
domenica 30 settembre 2012
Alla prossima
trovato il https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151128460283915&set=pb.16 ...
di più da www.facebook.com
In bilico tra tutti i miei vorrei non sento più quell’insensata voglia di equilibrio che mi lascia qui sul filo di un rasoio a disegnar capriole che a mezz’aria mai farò.. non senti che tremo mentre canto è il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai.
(Estate, Negramaro)
Ci siamo. Qualcosa bolle in pentola: oggi aria gonfia, afa. Il cielo si è riempito di nuvoloni come grossi funghi. Credo proprio che l'estate stia per salutarci tutti quanti con un bel temporalone a chiusura della sua ouverture (almeno noi, che ce ne stiamo in questo angolo di mondo). E quando noi ce ne torniamo in ufficio, è lei che se ne va in vacanza risucchiata da una conchiglia su qualche spiaggia lontana, portando via con sè rondini, grilli, gelati e pelle color biscotto. Beata lei che non conosce crisi, a differenza delle mezze stagioni e ci lascia nel bel mezzo di una mezza-stagione che non ha niente a che vedere con l'autunno!Noi invece restiamo qui a far la muta come i serpenti e non c'è doposole che tenga. A proposito ho il vago sospetto che il monitor del pc abbia un effetto sbiancante. E così il tempo torna a far le capriole: mi vengono in mente le palline con la neve dentro che puoi capovolgere.
E anche questa stagione sfarfalla in un battito di ventaglio. Ha ormai finito l'ultimo giro di giostra, quella più colorata e rumorosa: questa estate, ma puoi prendere anche un'estate a caso, sta sfumando. Il solito rituale, no, dice la canzone?Il tempo di sorseggiare una granita al limone e già devo rimettere a posto costumi e parei e le mie adorate infradito. So già che dietro ad un morso alla schiacciata con l'uva, troverò ad aspettarmi lo scatolone con le palline di Natale ed un rametto di vischio.
E anche questa stagione sfarfalla in un battito di ventaglio. Ha ormai finito l'ultimo giro di giostra, quella più colorata e rumorosa: questa estate, ma puoi prendere anche un'estate a caso, sta sfumando. Il solito rituale, no, dice la canzone?Il tempo di sorseggiare una granita al limone e già devo rimettere a posto costumi e parei e le mie adorate infradito. So già che dietro ad un morso alla schiacciata con l'uva, troverò ad aspettarmi lo scatolone con le palline di Natale ed un rametto di vischio.
martedì 17 luglio 2012
Sulla battigia
Parole in risacca
lasciano posto sulla farina del mare
a conchiglie, paguri vagabondi, stelle
cammina sull'orlo dell'ultima schiuma
un granchio disegnando traiettorie
di sogno e vi leggo
una via che porta fino al cielo
da questo granello nero seppia
nel quale sono incagliata
come un riccio con
il suo tuorlo nascosto
palpitante d'arancio salato
domenica 15 luglio 2012
Gran-ita
Urge botta di vita
o
di GRANITA
?
GRANITA SICILIANA
(Di Anna G. Mormina)D’istati, quann’eru nica,
me nonna cu nu pignateddu,
s’inniìva a la putìa di Mica.
‘Sta cristiana faciva e vinniva,
‘na cosa troppu duci,
ca da la vucca nun si livava.
Mittiva intra la ghiaccera,
acqua, zùccaru e limuni,
frisca comu la nivi era.
Li dosi giusti, idda sulu li sapìa,
ogni tanticchia l’arriminava,
faticava, ma bona ci arriniscìa!
Accussì s’accuminciava la jurnata,
cu nu cicaruni di pani e granita,
ni sàziavamu e ni lìccavamu li dita!
me nonna cu nu pignateddu,
s’inniìva a la putìa di Mica.
‘Sta cristiana faciva e vinniva,
‘na cosa troppu duci,
ca da la vucca nun si livava.
Mittiva intra la ghiaccera,
acqua, zùccaru e limuni,
frisca comu la nivi era.
Li dosi giusti, idda sulu li sapìa,
ogni tanticchia l’arriminava,
faticava, ma bona ci arriniscìa!
Accussì s’accuminciava la jurnata,
cu nu cicaruni di pani e granita,
ni sàziavamu e ni lìccavamu li dita!
sabato 23 giugno 2012
Quintessenza
Sacra notte d'estate
assolata
di lucciole
in cielo una luna dolciastra
come una pesca disfatta
battezza la terra
di un'antica grandezza
pregando i grilli
di cantare per sempre
lunedì 18 giugno 2012
Metronomo
Ti punge
questo
divenire increspato di onde
come una nota
nera ferita sul pentagramma
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