mercoledì 21 novembre 2012

Verità attuali future

Foto

Il seguente post va CANTATO

Deck the halls with boughs of holly 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
'Tis the season to be jolly 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Don we now our gay apparel 
Fa-la-la, la-la-la, la-la-la. 

Troll the ancient Yule-tide carol 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la. 

See the blazing Yule before us. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Strike the harp and join the chorus. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Follow me in merry measure. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
While I tell of Yule-tide treasure. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 

Fast away the old year passes. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Hail the new year, lads and lasses 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Sing we joyous, all together. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Heedless of the wind and weather. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la

Foto: Deck the halls with boughs of holly 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
'Tis the season to be jolly 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Don we now our gay apparel 
Fa-la-la, la-la-la, la-la-la. 
Troll the ancient Yule-tide carol 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la. 

See the blazing Yule before us. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Strike the harp and join the chorus. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Follow me in merry measure. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
While I tell of Yule-tide treasure. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 

Fast away the old year passes. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Hail the new year, lads and lasses 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Sing we joyous, all together. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la 
Heedless of the wind and weather. 
Fa-la-la-la-la, la-la-la-la

Benni Natale.

Foto: POESIA SUL NATALE DI STEFANO BENNI
 
Neve, grandine e alluvioni
Crolla il clima e sta crollando
Pur l’economia mondiale
I banchieri bancarottano
È finito il capitale
Tutti iniziano a pensare
Che Berlusca porta male
Buon Natale

Più nessuno va a votare
Ma Veltroni è sempre lì
Sogna sempre un posto a tavola
E le briciole mangiare
Sogna Obama e perde Teramo
Tutti iniziano a pensare
che se ne dovrebbe andare
Buon Natale

Siam più poveri e bagnati
I paesi son franati
Gli acquedotti sono vecchi
Tutti gli argini sono rotti
Ma la cosa da far prima
Sarà il ponte di Messina
Taglierà Totò Riina
Il nastro inaugurale
Buon Natale

Il paese ormai è distrutto
Solo Gelli è soddisfatto
La tivù è una bancarella
Di mediocrità mediale
Sarà un libro del buon Vespa
O un film li mortacci vostri
Che aprirà il telegiornale?
Ed intanto invan si aspetta
Il premio Nobel a Brunetta
Ingiustizia culturale
Svezia sorda ed amorale
Buon Natale


Tra la neve e i cicloni
Dentro un clima tropicale
I residui panettoni
Va l’Italia a comperare
Orsù renne, regalateci
Con le corna vostre multiple
Lo scongiuro più augurale
Perché Walter non c’azzecca
Perché Silvio porta male
Buon Natale

(n.d.r. nessuna ideologia politica personale: non appartengo a nessuno, figuriamoci ad un partito)



POESIA SUL NATALE DI STEFANO BENNI

Neve, grandine e alluvioni
Crolla il clima e sta crollando
Pur l’economia mondiale
I banchieri bancarottano

È finito il capitale
Tutti iniziano a pensare
Che Berlusca porta male
Buon Natale

Più nessuno va a votare
Ma Veltroni è sempre lì
Sogna sempre un posto a tavola
E le briciole mangiare
Sogna Obama e perde Teramo
Tutti iniziano a pensare
che se ne dovrebbe andare
Buon Natale

Siam più poveri e bagnati
I paesi son franati
Gli acquedotti sono vecchi
Tutti gli argini sono rotti
Ma la cosa da far prima
Sarà il ponte di Messina
Taglierà Totò Riina
Il nastro inaugurale
Buon Natale

Il paese ormai è distrutto
Solo Gelli è soddisfatto
La tivù è una bancarella
Di mediocrità mediale
Sarà un libro del buon Vespa
O un film li mortacci vostri
Che aprirà il telegiornale?
Ed intanto invan si aspetta
Il premio Nobel a Brunetta
Ingiustizia culturale
Svezia sorda ed amorale
Buon Natale


Tra la neve e i cicloni
Dentro un clima tropicale
I residui panettoni
Va l’Italia a comperare
Orsù renne, regalateci
Con le corna vostre multiple
Lo scongiuro più augurale
Perché Walter non c’azzecca
Perché Silvio porta male
Buon Natale

(n.d.r. nessuna ideologia politica personale: non appartengo a nessuno, figuriamoci ad un partito)

Caelum datum est


Foto: Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi,
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo
è del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi, dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.


- Gianni Rodari -
Il libro degli errori

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi,
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo

è del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi, dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.


- Gianni Rodari -
Il libro degli errori

Per bottino la vita


http://www.retronaut.com/2012/11/contortionist/

non quelli dentro il bunker,
non quelli con le scorte alimentari, nessuno di città,
si salveranno indios, balti, masai,
beduini protetti dal vento, mongoli su cavalli,
e poi uno di napoli nascosto nel vesuvio,
e un ebreo avvolto in uno sciame di parole,
per tradizione illesi dentro fornaci ardenti.
si salveranno più donne che uomini,
più pesci che mammiferi,
sparirà il rock and roll, resteranno le preghiere,
scomparirà il denaro, torneranno le conchiglie.
l’umanità sarà poca, meticcia, zingara
e andrà a piedi. avrà per bottino la vita,
la più grande ricchezza da trasmettere ai figli

(E. De Luca)

Meme

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La mia non è proprio fame, è più voglia di libro
(o di un nuovo Governo).

p.s. per l'ultimo appetito, cercasi lampada con genio inquilino.

martedì 20 novembre 2012

Desco.

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Il pavimento splende; mani, tazze pulite.
Uno ci pone in capo le ghirlande,
un altro tende fiale di balsamo. Il cratere
troneggia pieno di serenità.
Altro vino promette di non tradirci mai;
è in serbo nei boccali, sa di fiore.
Ha ciascuno il suo pane biondo; la salda mensa
è carica di cacio e miele denso.
La casa è avvolta di festa e di musica.

(Senofane di Colofone VI sec. a.C.)

Luna da sgranocchiare.

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La luna è di tutti e ognuno di noi ha il diritto di ululare.
(Giorgio Faletti)

Ho letto che la roccia lunare ha un nome buffissimo: KREEP. Mi sembra il nome di un biscotto ai cereali o di uno snack croccante. Però, preferisco questa composizione: 85% poesia- 15% KREEP (da consumare preferibilmente la sera prima di andare a dormire).

venerdì 16 novembre 2012

Chess pieces

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Alla fine della partita, il Re e il pedone vanno nella stessa scatola. 

(Charles Monroe Schulz)

A'livella.

Prima però, bisogna aver fatto scacco matto, o almeno averci provato.

Violini di sole.

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Il sole.
E tutto si espande.
La malinconia si asciuga
e una dolce libertà pende dai rami.

IOra


http://nothiingisthesame.tumblr.com/post/35640030624

Alcuni la chiamano Tour Eiffel
io la chiamo 
la mia anima
nell'istante
in cui tutto si accende

Incanto


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Come può esser ch’io non sia più mio?
O Dio, o Dio, o Dio,
chi m’ha tolto a me stesso,
c’a me fusse più presso
5o più di me potessi che poss’io?
O Dio, o Dio, o Dio,

come mi passa el core
chi non par che mi tocchi?
Che cosa è questo, Amore,
c’al core entra per gli occhi,
per poco spazio dentro par che cresca?
E s’avvien che trabocchi?

(Michelangelo)


Vale la pena attendere l'incanto. Perché prima o poi arriva, trasportato dal vento, o da una voce, o da una carezza. Bisogna crederci. Perché arriva e si fa riconoscere con tutta la forza che ha, con il colore delle bacche, con il profumo di un'arancia, il viola di un ciclamino. E ti punge l'anima e quel punto preciso che sta più lontano dell'anima.

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martedì 13 novembre 2012

A capo. Punto.


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"una donna deve avere denaro, cibo adeguato e una stanza tutta per sé se vuole scrivere romanzi".
(Virginia Woolf)


Bisogno di scrivere perchè le parole non possono restare nel sangue o galleggiare nelle ossa e basta. Bisogno di farle diventare Africa, filosofia sulla pagina, un'avventura per mare, gli uomini e le donne di una canzone, un gatto davanti al fuoco. Una risata. Un pianto, un osso di seppia. 

domenica 11 novembre 2012

Friducha

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"un genio è meglio di un principe azzurro"
 (F. Khalo alle amiche che le sconsigliavano di innamorarsi di Diego Rivera).

Foglie e minuetti d'autunno


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trovato il http://missvaninna.tumblr.com/post/32612145513 
più da missvaninna.tumblr.com


"V'era, in questa disposizione degli animi, non un senso timorato o bigotto ma l'inconscio rifugiarsi fra gli affetti più cari come per saggiarne la consistenza, un sentimento che andava al di là dell'occasione dimenticata o quasi. Era ben visibile, in ciascun volto, la contentezza di avere una famiglia e di sentirsi tutelati in essa."
 (Vasco Pratolini)

La domenica mattina, una come queste, piovose, autunnali, ballavo sui piedi di mio padre. Mi pareva di volare. I miei piedi non erano mai sicuri come in quei momenti. E sceglievamo le canzoni folk, irlandesi. Quelle melodie che ti fanno venire in mente gnomi, fate, cacciatori innamorati e principesse. Una come queste:


http://www.youtube.com/watch?v=mh0vMKh_gUA&list=PLBC5216DB0C3EE00F&index=76

Odi, Orazio - Libro II XVI


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Ma quei del poco è lieto, a cui sul desco

Tenue del padre la saliera splende,

Nè i lievi sonni trepidanza o brama

Sordida invola.




Perchè noi, forti per sì picciol tempo,

Faticar tanto? A che mutar paesi

D’altro Sol caldi? Chi la patria lascia

Fugge sè stesso?

Normalità speciale


http://life.time.com/



Le storie comuni per persone speciali.

mercoledì 7 novembre 2012

Tra i banchi di nostalgia...

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trovato il http://yaldabox.com/photo/1041 
più da yaldabox.com





Alice: “Per quanto tempo è per sempre?” Bianconiglio: “A volte, solo un secondo.” 

(Lewis Carroll)

Salto all'indietro o passo avanti del gambero. Stamani sono tornata una liceale per la durata del percorso dell'autobus. Autobus n. 6. Il mio, quello dei miei 14 anni. Lo aspettavo ogni mattina con lo zaino sulle spalle grosso e pesante come un ferro da stiro (era sempre pieno, non ho mai condiviso i libri dei compagni di banco, erano loro a condividere i miei) e d'inverno quando faceva freddo e c'era nebbia, aveva un fascino tutto suo. Assomigliava ad un oggetto di cartapesta sulle ruote che veniva da lontano, dai sogni di chi era a bordo e che aveva ancora gli occhi abbottonati per il sonno. Ricordo un paio di signore che puntualmente erano sedute nella fila di sinistra (montando dalla parte dei conducente) e chiacchieravano un sacco. Una di loro aveva i capelli opachi e vaporosi e delle grosse buste di plastica ai piedi (io ci inciampavo, ogni volta). Compariva dal fondo della strada il 6, lento e arancione, con una lampadina pallida sul davanti: 6.
Oggi, causa guasto alla macchina, ho rifatto quel percorso; senza zaino sulle spalle. Ero circondata da gruppetti di studenti, con il loro chiacchiericcio addosso e la musica dei loro i-pod. Mi sono sentita distante. A proposito, gli zaini. Adesso sono di moda quelli dell'East Pack e della Napapijri. "Napa-chè...?"avremmo detto noi, noi generazione dell'Invicta e degli Seven. Quelli di ora sono più piccoli, forse perché anche i vocabolari ed i libri di testo si son rimpiccioliti. Ma ancora qualcuno di quelli simili a come ero io, l'ho visto. L'ho riconosciuto dallo sguardo e da qualche preoccupazione sulla fronte. 
Adesso chiudo, vado a fare una versione: greco (antico).
p.s. chissà che fine ha fatto il mio banco, quello su cui avevo scritto con l'uniposca indelebile il mio nome e un saluto per gli eredi :)

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martedì 6 novembre 2012

Definizioni

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Felicità è quando il cielo con tutto quello che c'è dentro, stelle, luna, sole e qualche farfalla arrogante ti finisce dentro il cuore.
(senza nuvole)